News:

Come scegliere il pellet giusto

Sull’etichetta delle confezioni dovrebbero essere riportati due valori molto importanti, che identificano i tipi di pellet.
Il primo di essi è il potere calorifico, l’energia termica che una quantità di quel particolare materiale riesce a fornire.
I valori possono essere compresi tra 4,5 e 5,5 kWh/kg: più alti sono, più avremo la certezza di aver fatto una scelta vantaggiosa.
Un altro indicatore da non dimenticare è rappresentato dal residuo di cenere, per capire quanto il combustibile sporcherà la stufa.
Gli esperti consigliano un valore minore dell’1%. Il pellet migliore è quello del faggio puro, al secondo posto possiamo collocare quello ricavato dall’abete, che sporca un po’ la stufa, perché è tratto da una pianta resinosa.
Poi ci sono le latifoglie e il misto. Il pellet con le biomasse, come, ad esempio, la segatura di legno mescolata agli scarti di mais, è consigliato soltanto per le grandi caldaie.
Sulla confezione ci deve essere un marchio di certificazione, che può essere ENplus o Pellet Gold, in più il tutto deve essere corredato da un numero di identificazione.
Altre informazioni essenziali che devono essere indicate sull’etichetta, oltre al costo, sono: i riferimenti per contattare il produttore, il peso, l’origine della materia prima e la dicitura “pellet in legno”, accanto alla quale dovrebbe essere riportata la classe di qualità.
Molto spesso sulle confezioni ritroviamo anche una scheda con le caratteristiche fisiche e chimiche del materiale.